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Dicembre 15, 2015

Die Sprech-Maschine

La digitalizzazione della musica non ha cambiato solamente la suaĀ realizzazione e la diffusione (..), maĀ il concettoĀ della stessa.
Ha modificato – riprogrammato – le orecchie e il gusto: dall’ambito pop fino alla sperimentazione, gli esempi sono innumerevoli.
L’editing, la modifica del suono verso un’entitĆ  verosimile, più estetica che sonora,Ā sembra essere diventato virale; conĀ la diffusione diĀ Pro Tools, il rischio ĆØ quello della sindrome delĀ collage perfetto.
Un TagliaĀ E Cuci che premia l’esecuzione, finta ma “spettacolare” (ancora tu Debord?),Ā invece dell’empatia generata da un brano riprodotto cercando il momento. Cavalcandolo come surfisti su un’onda.
Con le voci, al di lĆ  dell’uso e abuso (triste) diĀ Auto Tune, il discorso diventa ancor più contraddittorio ed estremo.
Si cerca, attraverso il Comping, di colpire l’ascoltatore con l’artefatto: lo strumento emotivoĀ per eccellenzaĀ ricostruito, chirurgicamente, nemmeno fosse la Sprech-Maschine di Kempelen (un genio).
Forse perchĆØĀ una delle fascinazioni del postmoderno ĆØ la simulazione; in ogni campo dello scibile umano, citando Baudrillard, il vero deve assorbire tutta l’energia del falso.
I cantantiĀ da karaoke, pure bravi,Ā i robottini che piangono o sorridonoĀ da uno schermo luminoso, esemplificano bene questa perversione.
230px-Kempelen-charcoal
Eppure non dovrebbe essere impossibile,Ā in uno studio di registrazione d’inizio millennio,Ā performare al meglio.
CentoĀ (!) esecuzioni*Ā di un branoĀ sono roba da manicomio. VocalitĆ  post mortem.
Non solo il canto, ma soprattutto il canto,Ā ha a che fare con la musicalitĆ . Che va oltre la definizione del vocabolario (“dolcezza, armonia..”) e abbraccia l’ambiente sonoro e il suo senso.
Ludwig_Visconti
Anni fa ne parlammoĀ conĀ Federico Savina, uno dei fonici più importanti nella storia del cinema italiano, che ci raccontò un aneddoto che ridefiniva al meglioĀ l’idea di musicalitĆ .
Lavorava sul “Ludwig” e, in una delle scene in esterno, duranteĀ un dialogo tra Helmut Berger e Romy Schneider, accorgendosi della retroazione dei rumori naturali traĀ gli attoriĀ e la musica, decise di escludereĀ quei suoni prima e dopo le voci dei due.
Alla proiezione di prova,Ā davanti all’intero staff, quando giunse quel momento Luchino Visconti se ne accorse subito…
Ecco, Visconti aveva l’orecchio – la musicalitĆ  – per comprendere che il (non) silenzioĀ che precede la pronuncia di una frase ĆØ importante almeno quanto la sillabazione e la timbrica.
Il respiro,Ā il suo spazio,Ā innanzitutto.
Savina, che daĀ decenni ascolta le immagini della settima arte,Ā dice sempre cose molto interessanti sull’argomento…Ā 
*Nel progetto che uscirĆ  nel 2016, un pezzo ĆØ integralmente un “Take One”.
Un altro quasi, eseguito in due tappe – mezz’ora una dall’altraĀ –Ā senza essere stato provato (il testo): assorbito, ascoltando la baseĀ – distrattamente ma non troppo –Ā centinaia di volte.
La siĀ canta nella testolina e, quando si ĆØ pronti,Ā l’effetto – la percentuale emotiva – ĆØ sempre rivelatorio.
Lacaniano.
Enomisossab
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