IN THE LAND OF THE FREAKS

La responsabilità di ciò che diventa immaginario, dunque realtà popolare (e movente psichico), viene spesso sottovalutata.
L’idea monoteista del diluvio universale, uno stratagemma spettacolare, si è riverberata sino ai giorni nostri.
La fine, il decadimento del mondo, annunciato dalla pioggia.
Da “Pedro Pàramo” a “Blade Runner”, che scritta così pare l’altimetria di una discesa a tomba aperta.

Se la terra è malata, per osmosi con i suoi animali (parassiti) più pericolosi e stupidi, lo segnala con un’ottobrata placida e interminabile.
Un’apocalisse deludente, a rate, col meteo – a mò di una puntina di giradischi incantata su un vinile – che propone sempre lo stesso scenario da cartolina.
Invero, cosa è più morto, immobile, del panorama di un villaggio vacanza?
Giove Pluvio si sta solo adeguando alle esigenze.

Delle dieci stanze sonore e vocali di “In the land of the freaks”, create subito, senza sforzo apparente, nemmeno fossero già lì, abbiamo provato a inserire qualcosa sull’argomento.
Che è il più urgente e invisibile di tutti.
Non sappiamo se “Ossigeno”, questo il suo titolo provvisorio, rimarrà nella scaletta.
Perchè il meno improvvisato, e dunque sentito sottopelle, e il più frustrante.
Nella narrazione contemporanea manca, nell’arte e nella musica, un linguaggio che restituisca potenza e veridicità a un tema così essenziale e tragico (nella sua bellezza).
Ci mancano le coordinate per rappresentarlo adeguatamente, non solo per il carattere scientifico e probabilistico dell’oggetto, ma per l’imprevedibilità del bordone.
Che segue dinamiche, e tempi, a noi alieni e intraducibili nel presente continuo che ci siamo imposti.
Il pianeta terra ha un’intelligenza fuori dai nostri parametri di valutazione: è più facile raccontare la digitalizzazione della vita pubblica e privata, il gentismo e Trump.
L’esperimento è in corso e il performer è Madre Natura.
L’aria, la temperatura dei mari, il fitoplancton, la siccità, le piogge acide, i cicloni e gli anticicloni.
Mentre noi accatastiamo miliardi di particelle di gas tossici e tonnellate di spazzatura.